Danza Mistica 2005, limeston turco, SCULPERE Simposio di Scultura Castiglione M. M. (CH)

SCULPERE 4° Simposio Internazionale di Scultura su pietra della Majella Castiglione Messer Marino (CH)

A cura di Maria Cristina Ricciardi

Giuseppe Colangelo, diplomato in scultura presso l’Accademia delle Belle Arti di Firenze è tra i soci fondatori di “Itineraria”, l’animoso motore delle rassegne “CastigliArte” e dei Simposio di Scultura che si tengono durante l’estate a Castiglione Messer Marino, paese dove l’artista vive e risiede. Personalità vivace e poliedrica, si è impegnato con successo in vari settori delle arti visive: scultura, pittura, grafica, cinema, fotografia e nella didattica, presso i licei ed istituti superiori ed attraverso progetti artistico-educativi condotti con allievi delle scuole dell’obbligo.

Ma Colangelo resta essenzialmente uno scultore: numerose sono le sue partecipazioni a mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero, e diversi i premi e le menzioni ottenuti. Le sculture di Colangelo hanno una fisionomia plastica solida e compatta e riflettono un richiamo all’arcaico che si traduce in un sentimento di inno alla vita ed alla sacralità della natura. L’assenza dei volti, altrove semplificati a maschere, esprimono la totale rinuncia ad ogni caratterizzazione psicologica.

Le sue forme femminili, Africa (1998), la Grande Madre (1998), Melanconia (1998), esprimono nell’accentuata rotondità dei fianchi una forza arcana, una misteriosa energia che ci richiama alla memoria la volumetria di idoli steatopici di antiche civiltà, divinità della fecondità ma anche protettrici dei defunti. Ciò è ben visibile in Fittile dove il tema della donna è quello della “grande madre”, una plastica in cui gli spazi vuoti non “alleggeriscono” i pieni ma ne sono eco ed amplificazione, abbracciando ed includendo all’interno della propria forma lo spazio esterno, la natura. Un legame ancestrale con la propria terra è ribadito nell’opera di Colangelo dai richiami al mito delle Maya, divinità tutelari dei boschi, ma anche dagli evidenti riferimenti al cosiddetto “Guerriero di Capestrano” (VI sec. A.C.), dai fianchi arrotondati e dal volto-maschera, una delle maggiori testimonianze in Abruzzo di plastica indigena arcaica, simbolo ricorrente nell’iconografia della nostra regione.

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Danza Mistica 2005, limeston turco, SCULPERE Simposio di Scultura Castiglione M. M. (CH)
Giuseppe Colangelo